Nella
Galleria Numero espone una ventina di opere Alfonso Frasnedi.
Il primo elemento positivo della sua arte
che già notevole successo ha ottenuto in una quanto mai
intensa attività, soprattutto nell'anno passato è
una coerenza assoluta di linguaggio.
Una pittura questa del Frasnedi volta
spesso al dramma nella ricerca intensa e distaccata di un motivo, di
una visione, di una creazione. La sua tavolozza si riduce a pochi essenziali
colori (bastano poche note) che sanno centrare nella varia e fantastica
mistura di una spatolata (è questo il veemente mezzo tecnico
adoperato), e negli accenti di pura astrazione tutta l'energia di un
dramma, tutta una fantasmagorica congerie di emozioni e di suggestioni.
Si veda, ad esempio, il dipinto che viene
riprodotto purtroppo male anche nella presentazione dell'artista
che la Galleria ha affidato a Renato Barilli. Su un fondo a colore piatto
e a stesura piana (è questa la pagina preferita dall'artista
per tutte le sue espressioni), mille motivi e mille variazioni si infittiscono
in una ricerca compositiva che ha una sua grandiosità. Si vedano
i verdi, i gialli soprattutto, che si mescolano in grandissimi ritmi;
qui ci sono spazio, forma e colore fermati nella gioia pura dell'espressione
raggiunta, perché l'artista non eccede mai ma sa far vibrare
i suoi sentimenti e la sua fantasia mantenendosi fedele a un ritmo che
è misura nel vero senso della parola.
E se in qualche passaggio questa misura
viene a essere forzata verso un'espressione di più ricercato
drammatismo, restano vive e vitali quelle sue opere che nella sincerità
e nell'immediatezza dell'espressione hanno un accento personale, una
cautela, una armonia che non sempre si trovano in certa arte astratta.
E queste sono più che sufficienti
a farci capire come Frasnedi sia nella giusta strada.